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RORY ROLLINS

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‘Nursery Cryme’ the Genesis masterpiece album turns 50 – l’album capolavoro dei Genesis compie 50 anni

UK/IT Version – A little blonde girl is playing croquet. The field is striped in yellow and green, but instead of the ball, the little girl with the enigmatic sphinx smile is about to hit a little boy’s head. She is Cynthia Jane De Blaise-William, her victim is called Henry Hamilton-Smythe and the whole is drawn on the cover of a legendary album that turns 50, Nyursery Cryme, what is considered by many to be the first true album by Genesis, with the most glorious line-up of the English band: Phil Collins on drums, Steve Hackett on guitars, Mike Rutherford on bass, Tony Banks on keyboards and the mind behind fantastic worlds and sophisticated puns, namely Peter Gabriel.It is he who creates the story of that little girl who “decapitates with grace” with her playing club, little Henry and scatters many other children’s heads, the field designed on the cover by Paul Whitehead.

The chosen title, Nursery cryme, is a Peter Gabriel word game. Nursery rhymes are for children; cryme alludes to the dark (and gothic) element of some songs, in particular the opening one, The musical box, the surreal story of a child beheaded ‘gracefully’ by a peer while the two are playing croquet, and that he returns from beyond to give body to his impulses. A poetic contrast between demon and purity, between eros and thanatos, which translates into a suite of over ten minutes, a carousel of atmospheres and emotions, with a classic and bucolic intro, up to becoming a real epic ride.A musical score that allows the five musicians to give their best and Paul Whitehead, the illustrator who signs the cover (as he did with that of Trespass), to create one of the most iconic covers ever, with that triumph of tonality greens and yellows antiqued with fake chromatic cracks. And then the setting sun that radiates its last rays on Cynthia and her nurse-body guard, who rushes on roller skates and whip in hand, ready to rage on poor Henry.

 (Cover Album signed by Steve Hackett e Mike Rutherford, from RockDream.zone collection)

The disturbing panorama is completed by numerous protagonists of the other tracks of the 33 rpm: there is the Venus de Milo, in reference to The fountain of Salmacis, a song in which Peter Gabriel narrates the Ovidian story of Hermaphroditus and Salmace in a rock key. Then there is the old man from Seven Stones, also playing with a child’s head and the toxic plant Heracleum Mantegazzianum from The giant Hogweed.

Then Harold the barrel, precariously balanced on a ledge and the two widows and the parish priest of For absent friends, all included in the surroundings of a Victorian villa, very similar to the one in which Peter Gabriel grew up.

Seven tracks in total, forming what is considered to be Genesis’ first masterpiece, but which did not go very well in UK at the time, despite Keith Emerson’s review calling it “an incredible album”. Only years later, thanks to the success of the following albums, Nursery cryme will be revalued, entering the Top 40. But in the rest of Europe, the album was an immediate success. In Belgium and France, it finished at the top of the charts and in Italy it entered the Top 10.

Una ragazzina bionda gioca a croquet. Il campo è a strisce gialle e verdi, ma anziché la palla, la bambina con il sorriso enigmatico da sfinge, sta per colpire la testa di un ragazzino. Lei è Cynthia Jane De Blaise-William, la sua vittima si chiama Henry Hamilton-Smythe e il tutto è disegnato sulla copertina di un album leggendario che compie 50 anni, ovvero Nyursery Cryme, quello che da molti è considerato il primo vero album dei Genesis, con la formazione più gloriosa della band inglese: Phil Collins alla batteria, Steve Hackett alle chitarre, Mike Rutherford al basso, Tony Banks alle tastiere e la mente che sta dietro a mondi fantastici e a sofisticati giochi di parole, ovvero Peter Gabriel.

È lui a creare la storia di quella bambina che con la sua mazza da gioco “decapita con grazia”, il piccolo Henry e dissemina di tante altre teste di bambini, il campo disegnato in copertina da Paul Whitehead.

Il titolo scelto, Nursery cryme, è un gioco di parole targato Peter Gabriel. Le nursery rhymes sono filastrocche per bambini; cryme, però, allude all’elemento dark (e gotico) di alcuni brani, in particolare quello di apertura, The musical box, la surreale storia di un bimbo decapitato ‘con grazia’ da una coetanea mentre i due giocano a croquet, e che torna dall’aldilà per dare corpo alle proprie pulsioni. Un poetico contrasto tra demone e purezza, tra eros e thanatos, che si traduce in una suite di oltre dieci minuti, una giostra di atmosfere ed emozioni, dall’intro classicheggiante e bucolica, fino a diventare una vera e propria cavalcata epica.

Una partitura musicale che permette ai cinque musicisti di dare il loro meglio e a Paul Whitehead, l’illustratore che firma la copertina (così come aveva fatto con quella di Trespass), di creare una delle cover più iconiche di sempre, con quel trionfo di tonalità verdi e gialle antichizzate da finte crepe cromatiche. E poi il sole al tramonto che irradia i suoi ultimi raggi su Cynthia e sulla sua balia-body guard, che accorre su pattini a rotelle e frustino alla mano, anche lei pronta a infierire sul povero Henry.

L’inquietante panorama è completato da numerosi protagonisti delle altre tracce del 33 giri: c’è la Venere di Milo, in riferimento a The fountain of Salmacis, brano in cui Peter Gabriel narra in chiave rock la vicenda ovidiana di Ermafrodito e Salmace. C’è poi il vecchio di Seven stones, anche lui intento a giocare con una testa di fanciullo e la pianta tossica Heracleum Mantegazzianum di The giant Hogweed.

Poi Harold the barrel, in precario equilibrio su un cornicione e le due vedove e il parroco di For absent friends, il tutto compreso nei dintorni di una villa vittoriana, molto simile a quella nella quale era cresciuto Peter Gabriel.

Sette tracce in totale, che formano quello che viene considerato il primo capolavoro dei Genesis, ma che all’epoca non andò benissimo in patria, nonostante la recensione di Keith Emerson che lo definì “un album incredibile”. Solo anni dopo, grazie all’affermazione degli album seguenti, Nursery cryme verrà rivalutato, entrando nella Top 40. Ma nel resto d’Europa, l’album fu un successo da subito. In Belgio e Francia, si piazzò in testa alle classifiche e in Italia entrò nella Top 10.

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